Vuoi diventare sommelier? Devi avere queste cinque doti

Sommelier

Qualche anno fa il sommelier era solo una delle figure professionali che ruotavano attorno al mondo della ristorazione. Poi il vino è diventato un fenomeno di moda e la figura del sommelier piano piano è diventata sempre meno professionale e sempre più spettacolare.

A dare un importante contribuito a questa evoluzione sono stati personaggi come Luca Gardini, eclettico professionista vincitore del titolo di “Miglior sommelier del mondo” e di cui in rete si trovano numerosi video. “Un naso assoluto”, come qualcuno lo ha definito, capace cioè di riconoscere qualsiasi vino al primo assaggio, con tanto di cantina di produzione e annata.

Luca Gardini è il personaggio di cui ogni settore ha bisogno per fare il salto di qualità: da nicchia per esperti a passione di massa. Un po’ come Alberto Tomba ha reso tutti gli italiani veri esperti di sci e Giovanni Soldini di regate oceaniche. Ma Luca Gardini, Alberto Tomba e Giovanni Soldini sono dei fenomeni. Giocano in un campionato a parte e come tale non vanno presi come punto di paragone.

Il bravo sommelier non è Luca Gardini. Il bravo sommelier è piuttosto un professionista che per fare il suo lavoro deve studiare e si deve applicare. Il suo obbiettivo non è quello di diventare come Luca Gardini. Il suo lavoro è semmai quello di descrivere ogni vino con parole semplici e comprensibili. Consigliare e indirizzare nelle proprie scelte chi è meno esperto e, ovviamente, fare cultura del vino a 360 gradi. Se poi accanto a tutto questo c’è anche un po’ di show alla Gardini, meglio ancora.

Fatte queste premesse, ecco dunque un elenco delle…

Cinque doti essenziali
per un aspirante sommelier

  1. Vero appassionato. Sembra scontato ma lo è molto meno di quello che potrebbe sembrare. Il sommelier, infatti, si diploma dopo aver seguito un corso più o meno lungo e aver assaggiato parecchi vini. Ma questo non basta. Quando il neo sommelier ritira il suo diploma non è che all’inizio della sua carriera. Per diventare davvero un buon sommelier, infatti, la strada è ancora lunga. Bisogna continuare ad assaggiare, leggere e studiare. E per farlo una grande passione è indispensabile.
  2. Attento osservatore. Conosco persone che assaggiano o più semplicemente bevono vino ogni giorno. Ma lo fanno senza la necessaria attenzione e non acquisiscono mai una vera esperienza. Il bravo sommelier, al contrario, quando assaggia un vino dedica sempre qualche secondo all’analisi di quello che sente. Annota mentalmente o su carta le proprie sensazioni e arricchisce il suo bagaglio di esperienze. Questo non vuole dire che un sommelier non possa mai bere per il semplice piacere di condividere una bottiglia con amici. Ma già che c’è, perché sprecare un’ulteriore occasione di arricchimento personale? Ovviamente in certe situazione è meglio evitare di ammorbare tutti i presenti con le proprie riflessioni e supposizioni. Ma questo è un altro discorso…
  3. Buon comunicatore. A che cosa serve accumulare tanta esperienza se poi non si è in grado di condividerla con gli altri? Il sommelier deve essere prima di tutto capace di descrivere un vino con parole semplici e comprensibili. Chi che ascolta la descrizione di un vino fatta da un sommelier deve essere in grado di capire se quella bottiglia è adatta a lui. Ma non solo. Il sommelier deve saper raccontare le storie che stanno dietro a ogni etichetta. Deve conoscere i territori, i vitigni, le tecniche e magari anche i vignaioli che hanno lavorato per mettere sullo scaffale quella particolare bottiglia.
  4. Buona forchetta. Amare la cucina è un’altra delle caratteristiche essenziali per un buon sommelier. Perché parte importante del suo lavoro è anche quello di consigliare il vino giusto da abbinare a un certo piatto. E al di là delle regole che si imparano durante i corsi, non c’è nulla di meglio dell’esperienza personale per dare certi consigli.
  5. Naturalmente curioso. La quinta dote del bravo sommelier è un po’ la somma di tutto quello che abbiamo detto fin qui. La curiosità, insieme alla passione e al metodo, è la caratteristica che permette all’appassionato di vino di fare il salto di qualità. Solo grazie alla curiosità si può andare oltre l’etichetta e scoprire tutto quello che c’è da scoprire attorno a una bottiglia di vino.

Se siete giunti fino a questo punto, e siete ancora convinti di voler diventare dei sommelier, non vi resta che scegliere il vostro corso. In Italia le associazioni serie sono tante e c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Io, per esempio, ho seguito un corso professionale con Fondazione Italiana Sommelier che ha sedi in tutte le regioni e corsi impegnativi ma di ottimo livello. Sono di parte, lo so, ma questo per me è il link giusto da cui partire per prendere informazioni.

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