Vini francesi: (piccola) guida pratica per cominciare a orientarsi

Vini francesi

Una volta ho letto una cosa che mi ha colpito profondamente. Sono circa 3mila le diverse tipologie di vini francesi (non che l’Italia sia meno prolifica). Questo vuol dire che, assaggiandone uno diverso ogni giorno, impiegheremmo circa 8 anni per provarli tutti! Circa 8 anni!

Il mondo dei vini francesi è così complesso che sono davvero pochi quelli che possono affermare con sicurezza di conoscerlo davvero a fondo. Ed è per questo che abbiamo deciso di creare una semplice “Guida Pratica”. Dove e con quali uve si producono alcuni dei migliori vini al mondo.

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Vini francesi: le 12 regioni principali

(Dalla più grande alla più piccola)

  1. Languedoc-Roussillon Рoltre 200.000 ettari. Questa zona a Sud della Francia, confine con la Spagna, ̬ nota soprattutto per i suoi vini rossi prodotti con uva Grenache in purezza o tagliata con Syrah, Mourv̬dre e Carignano. Vini possenti, in genere caratterizzati da una bella speziatura. Qui si producono anche dei particolari spumanti, i Cr̩mant de Limoux o Blanquette de Limoux, che molti considerano i veri antenati dello Champagne. Si producono con Chardonnay o con Mauzac.
  2. Bordeaux – circa 113.000 ettari. Alzi la mano chi non hai mai sentito parlare dei famosi di vini di Bordeaux. Siamo al centro della Francia, pochi chilometri dall’Oceano. Qui si distinguono soprattutto i vini rossi che provengono dalla riva sinistra e destra della Garonna. A Sinistra si producono importanti vini a base di Cabernet Sauvignon e Merlot destinati a durare decenni. Nomi come Médoc  e Margaux dicono nulla? A destra del fiume si producono vini più morbidi sempre a bese Merlot con Cabernet Franc. Pomerol e Saint-Émilion sono due esempi. Si producono anche dei vini bianchi, pochi per la verità, in genere a base di Sauvignon Blanc e Sémillon. Più interessanti sono senza dubbio i vini dolci di Bordeaux, i prestigiosi Sauternes.
  3. Valle del Rodano – circa 71.000 ettari. Questa regione del Sud della Francia si divide in due parti a Nord i vini nascono prevalentemente da Syrah. A Sud il Syrah viene tagliato con Grenache e Mourvèdre. Se sull’etichetta trovate la scritta Châteauneuf-du-Pape, si tratta di un vino che proviene da questa zona. Si produce anche una piccola percentuale di vini bianchi. In questo caso fatti con uva Marsanne e Roussanne.
  4. Valle della Loira – oltre 65.000 ettari. A Nord dall’area di Bordeaux, questa è terra di vini bianchi. In particolare a base di Sauvignon Blanc, come i Sancerre e i Pouilly-Fumé, o Chenin Blanc, prodotto in versione secca, dolce, fermo o spumante, e soprattutto Muscadet, che gli esperti considerano il vero vino da ostriche (giammai lo Champagne). Pochi vini rossi, non particolarmente conosciuti, specie a base di Cabernet Franc, definiti rustici e erbacei.
  5. Sud-Ovest – circa 50.000 ettari. E’ probabilmente l’area meno conosciuta del vigneto francese. Qui si producono vini rossi a base di uva Malbec, di medio corpo e tannini non troppo marcati. Di tutt’altra natura sono invece i rossi prodotti in questa zona con uva Tannat, soprannominata anche “tannin du diable”. Vini tannici e acidi destinati a invecchiare decine di anni (anche perché da giovani sono davvero molto difficili da bere). Un nome su tutti:  Madiran. Tra i bianchi, infine, spiccano i vini prodotti con uva Colombard e Ugni Blanc, simile al nostro Trebbiano.. Vini facili e beverini.
  6. Provenza – 44.000 ettari. Dall’Italia bastano poche ore di macchina per trovarsi in una delle più affascinanti ma sottostimate zone vinicole francesi. In Provenza si producono rosé, caratterizzati spesso da un colore molto pallido definito “buccia di cipolla”. Al loro fianco si trovano vini rossi capaci di lunghissimi invecchiamenti, in genere prodotti a partire da uva Mourvèdre.
  7. Champagne – oltre 33.000 ettari. Di questa regione abbiamo scritto molte cose. Dei sui vini e dei suoi territori. Inutile dire che è la regione spumantistica più famosa al mondo e che qui dominano Chardonnay, Pinot Noir e Meunier.
  8. Borgogna – più di 28,000 ettari. Gli inglesi chiamano questa zona Burgundy. Siamo nel centro del paese, leggermente spostati verso Est, poco sotto allo Champagne. Questa è la terra dei migliori e più famosi Pinot Noir del mondo (il nome Domaine de la Romanée-Conti dice niente?). Ma anche di favolosi Chardonnay che possono essere o meno fatti passare in legno. Tra questi ultimi, i più famosi sono senza dubbio gli Chablis.
  9. Beaujolais – circa 20.280 ettari. Molti conoscono questo nome solo per il fenomeno del Beaujolais Nouveau, simile al nostro vino Novello. Qui domina l’uva Gamay da cui provengono vini molto colorati e profumati.
  10. Alsazia – circa 16,179 ettari. Una piccolissima area che si trova ai confini con la Germania. Ed è abbastanza difficile distinguere al primo colpo i vini prodotti dai francesi da quelli dei tedeschi. Terra di bianchi, qui dominano i Riesling, famosi per la loro spiccata acidità e longevità, i Pinot Grigio, particolarmente fruttati, e soprattutto i Gewürztraminer, bianchi aromatici per eccellenza. Da non dimenticare anche i famosi Crémant d’Alsace, gli spumanti prodotti in queste aree, con Pinot Grigio e Pinot Bianco o in versione Rosé 100% Pinot Noir.[/tab]
  11. Corsica Рcirca 6.100 ettari. Questa ̬ terra di vini francesi rossi e rosati, prodotti con Nielluccio, ossia Sangiovese, spesso tagliato con un vitigno autoctono chiamato Sciaccarellu. Tra i bianchi non manca il classico Vermentino, fresco, ricco e fruttato. Ad assaggiarlo senza troppa attenzione potrebbe essere scambiato per uno proveniente dalla vicina Sardegna.
  12. Bugey, Jura e Savoia – in totale 4.300 ettari. Alzi la mano chi aveva mai sentito parlare di questa piccola regione vinicola francese, a un passo dal confine con l’Italia. Ebbene anche qui si trovano vini interessanti. Nella zona di Bugey si produce uno spumante rosso (presente il Lambrusco?) a base di Pinot Noir e Gamay. Nella regione di Jura region, invece, il Vin Jaune, bianco ossidato con note interessanti di frutta secca e spezie. La Savoia, infine, è una regione montuosa dove si producono pochi vini, buona parte dei quali sono destinati alla produzione di vermouth.

E questa sera da che regioni iniziamo?

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