Vini da collezione: quanto vale la nostra vecchia bottiglia?

Vecchie bottiglie di vino

Molti hanno in casa o in cantina qualche vecchia bottiglia di vino ereditata da genitori o nonni. E molti coltivano in segreto che su quello scaffale riposi un piccolo tesoro. 

A costo di sembrare eccessivamente pessimisti purtroppo nella maggior parte dei casi non è così. L’unico valore che possiamo assegnare a quella “preziosa” bottiglia del 1950 o 1920 è quello affettivo (il che non è comunque poco). Ma se pensavamo di organizzare un viaggetto la prossima estate grazie al denaro ricavato dalla sua vendita… probabilmente conviene iniziare a elaborare un piano B per le vacanze.

Ecco alcune cose che possiamo verificare personalmente prima ancora di metterci in strada a cercare un professionista disposto a farci una valutazione affidabile.

5 cose da controllare per sapere se
la nostra vecchia bottiglia vale ancora qualcosa

  1. I collezionisti ricercano soprattutto bottiglie che possano essere ancora bevute. Non è detto che poi lo facciamo ma il valore di una vecchia bottiglia dipende anche da questo. Quindi iniziamo scartando tutte le tipologie di vini che non sono normalmente destinate a sopportare lunghi invecchiamenti. Tra le tipologie interessanti ci sono quindi Barolo, Brunello di Montalcino, Barbaresco o Amarone della Valpolicella, per restare in Italia. All’estero, e in particolare in Francia, lo stesso discorso si applica ai vini di Bordeaux o della Borgogna, oltre che a certi Champagne (vedi dopo);
  2. Se la tipologia è quella giusta, è il caso di informarsi sull’annata che, specie nel caso dei grandi vini, può avere un’influenza notevole. Ancora meglio se per qualche motivo il nostro avo ci ha lasciato un’intera collezione di queste bottiglie. Una verticale di diverse annate di un buon Brunello di Montalcino, ad esempio, rappresenta un reale valore;
  3. Se abbiamo la tipologia giusta e anche l’annata corrisponde, valutiamo il produttore. In Italia (ma anche in Francia) ci sono aziende che producono da oltre un secolo. Ma solo poche sono quelle che hanno dato vita a vini di reale valore. La marca, in questo caso, conta. E basta dare un’occhiata a Internet o alle principali guide di settore per fare subito una bella scrematura;
  4. E’ importante che l’etichetta e la capsula siano ben conservate. Qualche segno dei tempo può (e deve) esserci. Ma l’integrità dell’etichetta fa la differenza. Molti collezionisti per non rischiare proteggono le proprie bottiglie avvolgendole nella pellicola trasparente. 
  5. Se la nostra preziosa bottiglia ha superato indenne tutte queste prove, purtroppo la prossima potrebbe causare una brusca battuta d’arresto per la maggior parte dei nostri sogni. E’ giunto infatti il momento di valutare lo stato di conservazione del vino che abbiamo custodito. Se, tanto per fare un esempio, abbiamo lasciato la bottiglia per anni in salotto o, peggio ancora, in cucina… Rassegnamoci: non vale più assolutamente nulla. Se invece abbiamo avuto la fortuna di disporre di una cantina come si deve e abbiamo conservato il vino sempre correttamente sdraiato, forse abbiamo ancora qualche speranza. 

Come si valuta lo stato di conservazione
di una vecchia bottiglia

Un esperto antiquario, quando è chiamato a valutare il valore di un mobile, osserva piccoli dettagli. Segni impercettibili che gli permettono di capire se quel pezzo è stato conservato bene o se ha vissuto un passato burrascoso. L’esperto di vini fa esattamente lo stesso lavoro. Ed ecco le prima 5 cose che osserva per capire se una vecchia bottiglia è stata conservata bene o se è irrimediabilmente rovinata.

  1. La tenuta del tappo è fondamentale. La prima cosa che fa sospettare un esperto è che sulla capsula e più in generale sul collo della bottiglia ci siano segni di colatura del vino. Se il tappo non ha tenuto, difficilmente il vino sarà ancora buono;
  2. Il tappo, inoltre, se non è sempre stato mantenuto bagnato, potrebbe aver perso un po’ di elasticità. Anche in questo caso il rischio concreto è che il vino si sia rovinato. In genere ce ne si accorge premendo delicatamente con il dito sulla capsula. Se il tappo non tiene e scivola facilmente lungo il collo della bottiglia, purtroppo la diagnosi è scontata;
  3. Strettamente legato alla tenuta del tappo è infine il livello del vino nella bottiglia. Se è sceso troppo, non è un buon segnale;
  4. Un’altra cosa da osservare è il colore del vino. Con il passare degli anni i vini rossi tendono a perdere colore e ad assumere tonalità aranciate o mattonate. I bianchi, invece, tendono a diventare più scuri per effetto dell’ossidazione. Se il colore del vino della nostra vecchia bottiglia è troppo distante da quello originale, è un segnale inequivocabile: si è rovinato;
  5. Contrariamente a quanto pensano molti, anche gli spumanti, e in particolare gli Champagne, possono sopportare bene il passare del tempo. Si tratta, però, solo di casi eccezionali. Vini sicuramente Millesimati, prodotti quindi in annate particolari proprio con l’idea di essere longevi. In un vecchio Champagne l’effervescenza tende chiaramente a svanire e le note di ossidazione che si percepiscono possono disorientare i degustatori meno esperti. Ma anche in questo caso è importante che il colore dei vino sia rimasto il più chiaro e brillante possibile;

Se a questo punto siamo ancora convinti che la nostra vecchia bottiglia impolverata possa avere un certo valore, diamoci da fare e chiediamo una valutazione professionale in una delle poche enoteche specializzate in questo particolare tipo di vini o presso una casa d’aste che tratta anche vecchi lotti di vini pregiati.

Un’altra strada che consigliamo di provare è quella di dare un colpo di telefono all’azienda produttrice. A volte sono proprio loro i primi a essere interessati a ricomprare delle vecchie annate. Tentar non nuoce! 

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