Pro e contro sui tappi a vite per il vino

Tappi a vite per vino

Per molti appassionati di vino, anche solo l’idea di acquistare una bottiglia tappata con un tappo a vite fa venire la pelle d’oca. E questo a dispetto del fatto che il tappo a vite, ossia quello che solitamente si trova sulle bottiglie di aceto, giusto per fare un paragone “a caso”, sia ufficialmente un’ottima chiusura.

Dal nostro punto di vista, invece, i tappi a vite per il vino non sono una dannazione assoluta. Pur non rappresentando LA SOLUZIONE.

Ma partiamo dai Pro e dai contro dei tappi a vite.

I pro dei tappi a vite per il vino

  1. Facilità di utilizzo. La bottiglia si apre senza bisogno di un cavatappi.
  2. Praticità di conservazione. Una volta aperta, la bottiglia può essere richiusa e conservata facilmente (non si protegge il vino dall’ossidazione… Ma è comunque una bottiglia che si richiude).
  3. Il vino non può sapere di tappo (questo neppure con i tappi in silicone o con quelli moderni in microgranella di sughero).
  4. Il vino non evolve. Mancando quasi totalmente uno scambio di ossigeno con l’esterno, la maturazione del vino in bottiglia è praticamente nulla (e questo potrebbe anche essere considerato un difetto).

I contro dei tappi a vite per il vino

  1. Il vino non evolve. Mancando quasi totalmente uno scambio di ossigeno con l’esterno, la maturazione del vino in bottiglia è praticamente nulla. Non è una ripetizione. In qualche modo questo è un (o meglio IL) limite dei tappi a vite. I vini, specie quelli rossi da lungo invecchiamento, migliorano proprio grazie alla leggera permeabilità del tappo che permette un modesto scambio di ossigeno tra dentro e fuori la bottiglia. Con il tappo a vite questo non esiste.
  2. Obiettivamente non sono belli da vedere. E’ un fatto culturale, ma noi italiani continuiamo a considerare il tappo a vite ideale solo per l’aceto.
  3. Dal punto di vista dei produttori (e di questo, come appassionati potremmo anche non occuparcene) richiede l’uso di un macchinario diverso in linea di imbottigliamento. Quindi costi in più che, per una piccola cantina, sono sempre più difficili da ammortizzare.

Ora, salvo che in Italia, Francia e Spagna (ossia il vecchio mondo del vino) oggi i tappi a vite sono sempre più richiesti e apprezzati.

Statistiche aggiornate rivelano che le percentuali di utilizzo di queste tipologie di chiusure sono in netto aumento nei paesi del Nuovo Mondo. E che, in fondo in fondo, anche da noi si comincia ad affrontare il tema con maggiore flessibilità.

La risposta del comparto del sughero, siamo certi, non tarderà ad arrivare. Già in passato, quando gli osservatori avevano previsto la fine del sughero a causa dell’avvento delle tappature tecniche moderne (vedi silicone e affini), il comparto del sughero è riuscito a superare bene il problema. Investendo (quello sì) in ricerca e dando vita a soluzioni molto interessanti.

Già oggi una delle più importanti aziende del settore, la portoghese Amorim Cork (con sede anche in Italia a Conegliano), ha ideato un nuovo tipo di tappo di sughero “a vite” che potrebbe essere una soluzione interessante.
In tutti i casi, che sia chiusa con il sughero, con il silicone o con l’alluminio… Dal nostro punto di vista l’importante è che il vino sia buono e che costi il giusto.

Helix from B·U·T on Vimeo.

Lascia un commento