Le 10 cose che forse non sai su Yellow Tail

La gamma Yellow Tail

Pochi giorni fa Yellow Tail è stato nominato il marchio del vino più famoso al mondo. A certificarlo il “Global Wine Brand Power Index” (fonte: WineNews), la classifica mondiale dei brand più amati dai winelovers. Avete presente chi sia Yellow Tail? La marca australiana famosa in tutto il mondo? Conosciuta soprattutto per i suoi vini semplici e piacevoli, sempre caratterizzati da un eccellente rapporto qualità prezzo.

Devo ammettere che sono passati un po’ di anni dall’ultima volta che ho avuto modo di assaggiare un vino Yellow Tail. Non certo per snobismo, potete credermi, ma più semplicemente per opportunità. Ho quindi deciso di andare a cercare un po’ di informazioni in rete su questa azienda e ho raggruppato un po’ di curiosità che condivido volentieri qui.

Filippo e Maria Casella, immigrati siciliani giunti in Australia negli anni 50.

Le 10 cose che forse non sai su Yellow Tail

  1. Scorre un po’ (un bel po’) di vino italiano nelle vene dei produttori/ideatori di Yellow Tail. Anche se stiamo parlando del vino australiano per antonomasia, infatti, i fondatori dell’azienda sono Filippo e Maria Casella. Immigrati in Australia dalla Sicilia e qui fondatori di quella che oggi è una delle più grandi imprese vinicole al mondo. Chissà se sarebbero riusciti a fare altrettanto stando in Italia…
  2. L’idea dei Casella era quella di produrre un vino piacevole e semplice da bere in famiglia e con gli amici, in ogni occasione. Il figlio di Filippo e Maria, John, non fece altro che prendere l’idea dei genitori e, nel 2001, svilupparla trasformandola in un’azienda vera e propria. Facile, no? 😉 
  3. Yellow Tail sbarcò prima di tutto in America. Era il 2003 e fu subito un successo. Il target di vendita del primo anno venne fissato in 25.000 casse da 12, quindi 300.000 bottiglie. In realtà nell’arco di soli 13 mesi ne vennero vendute oltre 1 milione. Immagino che in casi come questo faccia piacere anche sbagliare le previsioni di budget. Sta di fatto che nel giro di una manciata di mesi le vendite continuarono a crescere senza sosta. Nel giro di poco raggiunsero la straordinaria cifra di 5 milioni (di casse da 12 bottiglie). Era il 2003. 
  4. Oggi si stima che la produzione annua di Yellow Tail sia di circa 90 milioni di bottiglie l’anno. Più o meno un quarto dell’intera produzione di Prosecco in Italia.
  5. Nel 2006, per riuscire a soddisfare tutte le richieste del mercato, in Yellow Tail dovettero dotarsi di una mega linea di imbottigliamento. Pare che oggi siano in grado di sfornare oltre 35.000 bottiglie all’ora
  6. Il merito di tanto successo, oltre che alla famiglia Casella e al buon vino, va attribuito a una straordinaria campagna di marketing. Ancora oggi, a distanza di quasi vent’anni viene studiata come caso di successo (e ci mancherebbe altro).
  7. Di sicuro sia l’etichetta piacevolmente colorata che il nome semplice e simpatico hanno contribuito a rendere Yellow Tail così popolare. In particolare tra gli appassionati meno esperti, ossia quelli che si lasciano facilmente convincere all’acquisto proprio guardando l’etichetta. Per chi se lo fosse domandato, il nome Yellow Tail fa riferimento al wallaby delle rocce dai piedi gialli. Un lontano parente del canguro
  8. E in famiglia i Casella sono super agguerriti quando si tratta di tutelare il loro brand. Si racconta, infatti, che siano pronti a far causa a qualunque prodotto che possa anche solo lontanamente ricordare il loro. E contro i Casella, tra parentesi, io non mi ci metterei.
  9. Le uve utilizzate per produrre tutti i vini della gamma Yellow Tail, che sono parecchi, provengono dall’area sud orientale dell’Australia. Buona parte di esse arrivano da Riverina, dove si trovano anche i principali vigneti della famiglia Casella.
  10. In Italia si trovano praticamente solo i due vini più rappresentativi della linea Yellow Tail. Chardonnay e Shiraz (o Syrah per chi vive in Europa). Ma la gamma è davvero molto ampia e comprende anche un… Prosecco!

Che dite? Sono riuscito a farvi venire almeno un po’ di voglia di provarne uno? 

Ancora un po’ di numeri

  • 900 dipendenti
  • 5 aziende vinicole (che oggi fanno capo alla famiglia Casella)
  • 80 vigneti di proprietà
  • 6.699 ettari piantati
  • In 13 aree geografiche
  • Oltre 350 conferitori
  • 42 varietà di uva coltivate
  • Oltre 50 paesi raggiunti
  • 155 partner locali (per la distribuzione)