Il mondo dell’Amarone in 10 punti

Questo week end sarà tempo di Anteprima Amarone 2012. Un grande evento mediatico che ogni anno coinvolge migliaia di appassionati e professionisti da ogni parte del mondo. Ma cosa sappiamo davvero di questo grande vino?

Sia che decidiamo di andarci personalmente, sia che ci toccherà seguire l’evento da lontano, ecco le prime 10 cose importanti da sapere su questo grande vino rosso italiano.

Il mondo dell’Amarone in 10 punti

  1. Nel 2014 sono state messe in commercio circa 12milioni e 700mila bottiglie (12.759.505) di Amarone della Valopolicella. Nel 2015 questo dato è cambiato di poco, scendendo a 12.649.600 (fonte Consorzio Tutela Vini Valpolicella). Di queste bottiglie, circa l’80% prende la via dell’estero.
  2. L’Amarone della Valpolicella piace molto agli italiani ma evidentemente piace molto anche agli stranieri. I suoi principali mercati sono Svizzera, Lussemburgo, Danimarca, Irlanda e, ovviamente, Stati Uniti.
  3. Si beve molto Amarone della Valpolicella anche in Cina. Peccato che una buona parte di quello che si trova rischia di essere falso 🙂 Del resto si imitano solo i grandi prodotti. Nessuno si prenderebbe la briga di copia un vinellino qualunque.
  4. Ma quanto vale tutto questo vino? Stando all’autorevole sito “I Numeri del Vino”, la Valpolicella nel suo complesso “sviluppa un valore di produzione di 195 milioni di euro. E 90 milioni sono quelli del Valpolicella”. Dunque il resto, circa 100milioni di euro, è il valore dei due Amarone, il normale e il Classico.
  5. E quante aziende si dividono questa torta? I numeri della Valpolicella (fonte Consorzio Tutela Vini Valpolicella) sono precisi e fanno riferimento al 2013: 2.246 sono le aziende agricole produttrici di uva e 1.495 aziende agricole produttrici di uva per Amarone e Recioto. Le aziende che imbottigliano Amarone e Recioto sono invece 272 di cui 213 producono direttamente (o meglio “trasformano” l’uva in vino, per usare un termine tecnico). E’ chiaro che la maggior parte della torta finisce nel piatto di queste ultime.
  6. Per raggiungere questi numeri, la superficie vitata della Valpolicella è cresciuta in modo costante dal 1972 a oggi. Secondo i dati del Consorzio, si è passati da un totale di 4.626 ettari agli inizi degli anni 70 per arrivare a poco meno di 8mila ettari nel 2015. Negli anni Settanta si producevano così 19.772 quintali di uva destinati all’Amarone. Oggi la quota è di poco inferiore ai 250mila quintali.
  7. Durante la fase di appassimento nei fruttai (secondo i dati del Consorzio sono 431) l’uva perde oltre il 40% del suo peso in acqua.
  8. I vitigni autoctoni della Valpolicella, usati per produrre l’Amarone della Valpolicella, rappresentano il 95% sul totale dei vigneti impiantati. In particolare corvina e corvinone valgono oltre il 65% della torta mentre la rondinella si ferma al 22% del totale.
  9. Forse non tutti ricordano che, prima del 2010 l’Amarone della Valpolicella era un “semplice” vino Doc. La promozione a Docg è arrivata, – con non poca fatica – dopo aver subito l’onta di una bocciatura nel 2006.
  10. L’annata 2011, presentata all’Anteprima dello scorso anno, nonostante fosse stata caratterizzata da una estate torrida riuscì a “salvarsi” grazie alle forti piogge che colpirono la Valpolicella nella seconda metà dell’estate. Gli “esperti” le hanno comunque assegnato le 5* di qualità…

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