Dieci curiosità (e un mito da sfatare) su Dom Pérignon

Dom Pérignon

Alzi la mano chi, da appassionato di vino, non ha mai sentito parlare del famoso Dom Pérignon (1638–1715). Monaco benedettino presso l’abbazia di Hautvillers ha finito per diventare il simbolo dello Champagne nel mondo. Al punto che, e qui è importante fare un po’ di chiarezza, molti lo ritengono erroneamente l’inventore dello Champagne. Ipotesi affascinante ma falsa. Vino nella zona dello Champagne se ne produceva già prima del passaggio del “Dom” che però ha certamente contribuito a migliorarlo. Ma prima che lo Champagne diventi famoso in tutto il mondo bisogna attendere addirittura il 19esimo secolo, ossia oltre cento anni dopo la morte del celebre monaco. 

Detto questo, il mito di Dom Pérignon è più che meritato.

Dieci curiosità su Dom Pérignon

  1. Dom Pérignon ha dovuto attendere circa due secoli prima che il suo nome venisse dato a uno dei più celebrati vini al mondo. E’ uno dei primi, e più famosi, casi di brand” nel mondo del vino francese, come Sassicaia lo è per l’Italia o Robert Mondavi per il vino USA. A beneficiare del nome del Dom è la Maison Moët & Chandon. Il marchio divenne di proprietà di Moët solo nel 1927, dono di Champagne Mercier in occasione di un matrimonio tra le due famiglie.
  2. Dom Pérignon non inventò lo Champagne, ma fu il primo a capire l’importanza di creare dei blend tra diverse uve per migliorare la qualità del vino. Ogni vitigno, infatti, ha punti di forza e debolezze. Indovinando il mix giusto, il risultato è certamente migliore.
  3. Dom Pérignon, inoltre, migliorando le presse usate in cantina, riuscì a ottenere vini più limpidi e puliti anche da uve nere (lo Champagne, ancora oggi, si produce con due uve a bacca nera, Pinot Noir e Pinot Menunier, e solo una a bacca bianca, lo Chardonnay).
  4. Pur non possedendo nozioni precise di cosa fossero i lieviti e di come questi agissero per trasformare lo zucchero in alcol e anidride carbonica, in altre parole pur non conoscendo esattamente i meccanismi che rendono il vino uno spumante, Dom Pérignon contribuì a migliorare la tecnica produttiva dello Champagne.  Individuando il momento giusto per imbottigliare, quando ancora c’era un residuo di zucchero nel vino, il monaco di fatto mise a punto la tecnica della seconda fermentazione in bottiglia. Tecnica che ancora oggi viene usata nella regione di Champagne e per la produzione di tutti i Metodo Classico al mondo. 
  5. La più importante innovazione portata da Dom Pérignon, però, fu il tappo di sughero. Prima di lui, infatti, le bottiglie venivano tappate con dei bastoncini di legno che avevano una tenuta limitata, specie nel caso dei vini spumanti. Il sughero, al contrario, garantisce una tenuta decisamente migliore e, per resistere alla pressione delle bollicine, Dom Pérignon introdusse anche la gabbietta. Allora ovviamente non era in metallo, ma veniva realizzata con dei fili di canapa intrecciati per aumentarne la resistenza.
  6. Sempre per resistere alla pressione delle bollicine, Dom Pérignon fece realizzare delle bottiglie più spesse e pesanti con la caratteristica rientranza sul fondo per renderle ancora più robuste. E’ bene ricordare che durante la fermentazione all’interno della bottiglia si possono raggiungere anche 5 atmosfere di pressione. 
  7. Dom Pérignon, come accennato in precedenza, divenne anche il nome della primaCuvée de Prestige” della storia dello Champagne. L’idea fu di un certo Laurence Venn, uomo d’affari inglese. La prima annata fu quella del 1921 e la prima bottiglia venne venduta solo nel 1936. Inutile dire che il successo fu subito notevole.
  8. Il Dom Pérignon si produce solo nelle annate migliori, solo cioè quando le uve sono perfette. E a differenza di molti altri Champagne, il Dom Pérignon riporta sempre in etichetta l’annata della vendemmia. In gergo si dice che è sempre Millesimato.
  9. Proprio per la particolare cura che viene messa nella vendemmia, non è possibile definire a priori quante bottiglie verranno prodotte di Dom Pérignon. In genere, però, non si scende mai sotto i 2 milioni di esemplari(e in genere non bastano neppure a soddisfare le prenotazioni).
  10. Dom Pérignon è stato uno dei primi vini battuto alle aste a raggiungere quotazioni impressionanti. Le ultime bottiglie della storica annata 1921, tanto per fare un esempio, sono state vendute nel 2004 da Christie’s a New York per oltre 24mila dollari. Nel 2010, invece, durante un’asta a Hong Kong un milionario si è aggiudicato un’intera verticale di Dom Pérignon Rosé Œnothèque per oltre 170mila dollari.

Il mito Dom Pérignon continua!

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