Cosa significano Blanc de Blancs, Satèn e Blanc de Noir?

Jaques Selosse - Grand Cru Blanc de Blancs

Alzi la mano chi non si è mai trovato in difficoltà davanti a uno scaffale di un enoteca o di un supermercato alla ricerca di una bollicina giusta per festeggiare con amici e parenti. Bisogna certamente saper riconoscere le principali Denominzioni, come Valdobbiadene Docg o Franciacorta Docg che ci possono dare indicazioni sul metodo di produzione (Charmat o Metodo Classico) e in ultima analisi sul tipo di spumante che abbiamo davanti. Ma, osservando con un po’ più di attenzione l’etichetta, si può andare anche oltre. In particolare ci sono indicazioni che ogni buon appassionato dovrebbe conoscere. Come Blanc de Blancs, Satèn e Blanc de Noir che ci possono dire con quali uve sono stati realizzati quegli spumanti e di conseguenza che tipo di prodotto potremo assaggiare.

Blanc de Blancs

In poche parole si tratta di uno spumante ottenuto solo da uve bianche. Questo significa, pensando a Franciacorta e Champagne, esclusivamente con Chardonnay (e Pinot Bianco in Franciacorta). In genere si tratta di vini molto eleganti, con note fresche di mela verde e agrumate. Spumanti che a volte vengono definiti “femminili” proprio a causa (o grazie) all’estrema eleganza dei loro profumi.

Tutti i Prosecco sono per definizione dei Blanc de Blancs, dato che sono prodotti a partire da Glera che, come lo Chardonnay, è un vitigno a bacca bianca.

Detto questo alcuni produttori veneti lo indicano comunque in etichetta. Diciamo che un’indicazione inutile e che potrebbe generare qualche confusione. Ma non è sbagliata.

Satèn 

E’ una definizione che si trova solo sulle bottiglie di Franciacorta Docg, essendo una parola inventata proprio dai produttori bresciani per distinguere una tipologia di spumanti caratterizzati da una effervescenza moderata (e di conseguenza da una minore pressione in bottiglia) e da una morbidezza al palato definito “setoso”. Per essere definito Satèn, uno spumante, oltre a dover essere prodotto all’interno della Denominazione Franciacorta, deve essere prodotto usando solo uve bianche, Chardonnay o Pinot Bianco, questo ultimo, però, fino a un massimo del 50%. La pressione della bottiglia, per disciplinare, deve invece essere inferiore a 5 bar.

Satèn è un marchio registrato dal Consorzio per la tutela del Franciacorta, da pochi anni donato al Mipaaf in modo che lo possano utilizzare anche i non consorziati.

Anche i Satèn, dunque, sono nei fatti dei Blanc de Blancs.

Blanc de Noirs

Questa definizione si descrivono gli spumanti bianchi ottenuti esclusivamente dalla lavorazione di uve a bacca nera. Nello specifico si tratta quasi sempre di vini a base Pinot Noir in purezza. Rispetto ai Blanc de Blancs, questi spumanti hanno genericamente una maggiore struttura e complessità. Vini caratterizzati da note di frutta rossa, come fragola e more o ribes. Come sempre, con una certa approssimazione, si possono considerare spumanti dal gusto più maschile, adatti anche a essere portati a tavola in abbinamento con piatti di buona struttura.

Nella Champagne il Pinot Noir può essere affiancato anche dal Pinot Meunier, diffuso soprattutto nella Vallée de la Marne 

Una cena tutta a bolle

Forti di queste nuove conoscenze, se volessimo immaginare di organizzare un’intera serata a base di bollicine, potremmo scegliere:

  • Prosecco o comunque un Blanc de Blancs come vino per accompagnare l’aperitivo
  • Un Franciacorta Satèn come accompagnamento per il primo piatto (possibilmente non troppo intenso nei sapori)
  • Un Blanc de Noir per accompagnare il piatto principale

Tutto chiaro? Aspettiamo i vostri inviti a cena!

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