Come riconoscere al volo un vino dall’etichetta?

Il prezzo di un vino

Supermercato o scaffale dell’enoteca, non fa differenza. Se non sappiamo esattamente che cosa comprare, se non conosciamo il vino che vogliamo assolutamente bere questa sera, non resta che farsi guidare dall’etichetta. 

L’importante è non lasciarsi solo influenzare dallo stile e dalla grafica, ma cercare le parole chiave per capire al volo di che vino si tratta.

Tre modi per presentare un vino

  1. Per varietà. Questi vini sono fatti con una perncentuale “rilevante” di un certo vitigno. A volta sono addirittura “in purezza” ossia prodotti solo con quel particolare tipo di uva. Sia nel primo che nel secondo caso, un esperto riconoscerà le note più tipiche. Nel primo caso alcune carenze di un determinato tipo di vitigno possono essere bilanciate/mitigate da una piaccola aggiunta di vitigni diversi. Un esempio? Sangiovese con una punta di Merlot o di Cabernet Sauvignon per dargli un po’ più di colore. Tra i vini italiani più famosi prodotti rigorosamente da un singolo vitigno c’è il Brunello di Montalcino Docg, 100% Sangiovese grosso. Ovviamente prodotto solo sulla collina di Montalcino. E questo naturalmete ci introduce al secondo punto. 
  2. Per regione. A volte non è il vitigno il protagonista ma la regione di provenienza. Montalcino, come accennato prima, o Piemonte,  Toscama e Sicilia. Con i vini etichettati in questo modo non è immediato sapere con quali uve sono prodotti. Ma possiamo essere certi che provengano da una determinata area. Poi, se proprio vogliamo essere pignoli, in molti casi i vini che provengono da una certa area sono prodotti con particolari uve dette “autoctone”, ossia tipiche di una certa regione. E di conseguenza con una certa approssimazione, e magari aiutandosi con uno sguardo alla retroetichetta, si può anche capire quali vitigni sono effettivamente stati usati. Facciamo un po’ di esempi? In Abruzzo con il Montepulciano, in Toscana con il Sangiovese e in Sicilia con Grillo o Inzolia. 
  3. Con un nome di fantasia. Più difficile è orientarsi quando sull’etichetta compare solo un nome inventato o che riposta al nome della vigna o della frazione dove si trova la cantina. In questi casi l’etichetta non ci viene in aiuto e se vogliamo sapere qualche cosa di più del vino che stiamo per comprate o stappare… bisogna girare la bottiglia e leggere se ci sono informazioni sulla retroetichetta. In alternativa, c’è sempre Internet e Google 🙂 Vini di questo tipo possono essere delle vere chicche… O delle sonore delusioni. Non ci sono elementi, al di là della fantasia del produttore, per capire se si tratta di un buon vino o di una fortunata operazione commerciale, tipo Tavernello. 

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