Come degustare un Whisky? Le 5 regole per non sbagliare

Fusti di maturazione del Whisky [@Wikipedia]

Come degustare un Whisky? Conoscere la tecnica di degustazione è un buon punto di partenza ma non è sufficiente se nel nostro bicchiere c’è uno spirit, ossia un superalcolico? In particolare se si tratta di un Whisky che tra gli spirit è probabilmente uno dei più complesso e certamente un vero campione di nobiltà. Degustare un buon Whisky, scozzese, irlandese, americano o giapponese (sono solo i più conosciuti) è come approcciarsi a un vino dotato di una grandissima complessità, ma con una gradazione alcolica decisamente impegnativa.

Volete sembrare dei veri esperti? Ecco alcune regole d’oro da non scordare mai.

Come degustare un Whisky?

Whisky e vino, quando sono buoni, migliorano con il tempo. Come prima cosa, dunque, è importante notare quanti anni di invecchiamento sono indicati in etichetta. Giusto per capirsi, un Whisky di 6 anni è da considerarsi giovane. Ma sulle bottiglie dei Whisky più pregiati, oltre al nome della distilleria che lo ha prodotto, si può trovare anche indicato il nome di chi ha curato il suo invecchiamento. E questo può davvero fare la differenza. Prima di assaggiare, dunque, suggeriamo sempre di fare un giro su Internet controllando bene la storia della bottiglia che ci apprestiamo ad aprire. C’è da rimanere sorpresi!
Un Whisky base ha circa 40 gradi. Ma capita anche di trovarne proposti a gradazione piena (cask strength) che possono arrivare a 60/65 gradi. Tutto quest’alcol può anestetizzare e rendere più difficile percepire profumi e sapori. Per questo molto spesso i veri esperti, dopo aver dato una veloce annusata al bicchiere, aggiungono al Whisky una piccola parte di acqua. In pratica diluiscono leggermente l’alcol rendendolo meno pungente. I veri scozzesi lo fanno aggiungendo la stessa acqua usata dal distillatore. Noi dobbiamo accontentarci di una buona acqua minerale (naturale).  
Il ghiaccio diluisce il Whisky, più o meno come suggerito nel punto precedente, ma in più lo raffredda violentemente. E questo non favorisce la comparsa dei profumi e dei sapori più delicati. Quindi acqua sì, ghiaccio no!
I sommelier dedicano una grande attenzione all’analisi dei profumi del vino e spesso passano diversi minuti con il naso nel bicchiere per coglierne le minime sfumature. Quando si degusta il Whisky le cose cambiano. Come accennato in precedenza, la gradazione alcolica è più elevata e se si indugia troppo a lungo con il naso nel bicchiere, si finisce per non sentire più nulla. Il bicchiere va avvicinato e allontanato quasi subito ma soprattutto bisogna evitare di annusare troppo profondamente.  
Per una volta non abbiate fretta di lavare i bicchieri. Per una volta andate a dormire senza sciacquare i calici ma lasciateli da parte tutta la notte. Il giorno successivo, prima di lavare i calici e di riporli nell’armadio, proviamo ad annusare ancora. Con ogni probabilità l’aroma del Whisky sarà ancora facile da distinguere e probabilmente riusciremo a cogliere qualche sfumatura diversa. Dopo parecchie ore, infatti, l’alcol sarà del tutto evaporato e quello quello che rimarrà nel bicchiere sarà solo il buono.

Whisky o Whiskey?

Può sembrare strano, ma lo stesso prodotto può essere chiamato sia Whisky che Whiskey, con una “e” in più. E non è un errore di battitura. La grafia Whisky (che al plurale diventa Whiskies) viene usata per indicare quelli prodotti in Scozia e in Canada. La parola Whiskey (al plurale Whiskeys) indica invece i distillati provenienti da Irlanda e Stati Uniti.

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