Che differenza c’è tra Prosecco e Champagne? 10 punti a confronto

Che differenza c'è tra Prosecco e Champagne?

Che differenza c’è tra Prosecco e Champagne? In quanti se lo sono domandato? E quanti sono davvero sicuri di conoscere veramente la differenza tra queste due eccellenze?

Partiamo dalle cose che hanno in comune. Sono entrambe vini spumanti, ossia vini con le bollicine. Tutto qua. Le cose in comune si fermano qui.

Che differenza c’è tra Prosecco e Champagne?

 

Il Prosecco

  1. Origine. Italia. Il Prosecco di produce in un’ampia area tra Veneto e Friuli. In Veneto, la provincia di Verona è una delle poche (insieme a Rovigo) dove non si produce il Prosecco. Del resto da quelle parti si produce l’Amarone.
  2. La maggior parte del Prosecco è etichettato come Doc. In provincia di Treviso esistono due ristrette aree Docg, ad Asolo e tra Conegliano e Valdobbiadene. Una curiosità: spesso sulle etichette dei Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano la parola Prosecco è meno evidente per non creare confusione con i semplici Prosecco Doc.
  3. Il Prosecco viene prodotto principalmente con il cosiddetto Metodo Charmat, viene quindi spumantizzato in autoclavi sotto pressione. Solo una piccolissima parte viene prodotta con il Metodo Classico, ossia spumantizzato in bottiglia. Al contrario l’altro spumante famoso in Italia, il Franciacorta, si produce esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia.
  4. La maggior parte dei Prosecco vengono imbottigliati nella classica bottiglia Champagnotta con tappo a fungo e gabbietta. Solo una piccola parte, etichettata come Prosecco frizzante, viene tappata con tappo raso, tradizionalmente assicurato con uno spago. Esiste anche un particolare Prosecco con il fondo che invece viene tappato con il tappo a corona.
  5. Per produrre il Prosecco si usa quasi esclusivamente uva Glera. Possono essere utilizzate piccole quantità di vitigni differenti, come il Perera, il Verdiso o la Bianchetta.
  6. Tutte le uve usate per produrre il Prosecco sono bianche. Dunque non esiste il Prosecco rosé o rosso.
  7. Dalla vendemmia alla tavola degli appassionati passano pochi mesi.
  8. Il Prosecco dà il meglio di sé nei primo anno. Solo pochissime bottiglie possono riposare in cantina per mesi prima di essere stappate.
  9. Raramente il Prosecco riporta l’annata sull’etichetta. Ciò nonostante il vino viene fatto esclusivamente con l’uva raccolta in una singola vendemmia.
  10. Il Prosecco è il vino da aperitivo per definizione. Per valorizzare le sue migliori doti di freschezza e semplicità, viene generalmente prodotto in versione Extra Dry, ossia con un moderato residuo zuccherino che lo rende naturalmente morbido. Oggi, però, si tende anche a produrlo in versione Brut, più secco.

Lo Champagne

  1. Origine. Francia. L’area dello Champagne si trova a Nord del paese, tra le città di Reims ed Épernay.
  2. La classificazione dello Champagne è piuttosto semplice. Tutti i comuni compresi nell’area di produzione sono stati suddivisi in tre categorie: Grand Cru, Premier Cru e Cru.
  3. Lo Champagne si produce esclusivamente con il Metodo Classico, ossia viene spumantizzato in bottiglia. Più lunga è la durata di questa fase, migliore sarà la qualità del prodotto ottenuto.
  4. Lo Champagne è solo spumante e di conseguenza viene imbottigliato solo nella classica bottiglia Champagnotta con tappo a fungo e gabbietta. Le bottiglie di Champagne sono sempre di colore scuro per preservare il vino. Unica eccezione è il Cristal della Maison Roederer che da sempre viene imbottigliato in una bottiglia trasparente.
  5. Lo Champagne si produce a partire solo da tre uve: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Possono essere usate tutte o solo alcune. In genere gli Champagne prodotti con solo Chardonnay, definiti Blanc de blancs sono più eleganti. Il Pinot aggiunge corpo e carattere al vino.
  6. Lo Champagne può essere bianco o rosé. Se lo Champagne è bianco ma prodotto solo da uve Pinot, viene definito Blanc de Noir.
  7. Occorrono diversi mesi per produrre uno Champagne. Per legge non può essere messo in commercio prima di due anni dalla vendemmia anche se molto spesso passa molto più tempo.
  8. Contrariamente a quanto si pensa solitamente, lo Champagne può invecchiare in cantina per anni prima di raggiungere il meglio di sé. Ovviamente questo non vale per qualunque prodotto. Certamente per quelli di livello superiore.
  9. Gli Champagne migliori vengono definiti Millesimati e riportano in etichetta l’anno della vendemmia. Per tutti gli altri si parla di Cuvée, ossia di vini prodotti assemblando masse di diverse annate e conservate in cantina, i cosiddetti vini di riserva.
  10. Lo Champagne è un vino più complesso rispetto al Prosecco. E’ perfetto a tavola, abbinato a diversi piatti. Quelli più intensi e strutturati, possono tranquillamente reggere il confronto con dei vini rossi non eccessivamente strutturati. Un mito da sfatare è quello dell’abbinamento dello Champagne con le ostriche. Gli esperti lo sconsigliano.

Ora è più chiaro che differenza c’è tra Prosecco e Champagne?

 

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