Che cosa c’è dentro un bicchiere di vino?

Che cosa c'è dentro un bicchiere di vino

Che cosa c’è dentro un bicchiere di vino? La risposta più ovvia (e corretta) è: semplicemente uva, fermentata. Ma se volessimo andare un po’ più in profondità? Che cosa c’è dentro un bicchiere di vino?

Ecco un breve elenco delle cose che possiamo trovarci, e che non dobbiamo temere di bere (con moderazione) ogni volta che ci versiamo un bicchiere di vino.

Che cosa c’è dentro un bicchiere di vino?

  • Acqua. Ebbene sì (ed era facile da intuire) nel vino c’è soprattutto acqua. Circa l’80% del contenuto di ogni bottiglia, di conseguenza di ogni bicchiere, è rappresentato a acqua. Ricordiamocelo la prossima volta che qualcuno ci fa notare che ci stiamo versando il terzo o quarto calice 😉
  • Alcol. La percentuale di alcol presente in ogni bottiglia è espressa chiaramente – per legge – sull’etichetta. 11% vol, o 13,5% ABV, quella che in gergo viene definita la gradazione di un vino, rappresenta proprio la percentuale di alcol presente in ogni bottiglia. Ricordiamoci che questa percentuale può essere aggiustata dal produttore durante l’imbottigliamento. O meglio può essere arrotondata per difetto o eccesso al mezzo grado. Il che vuol dire che un vino che riporta in etichetta 14,5% potrebbe arrivare ad avere anche 14,9%, ossia poco meno di 15% di alcol.
  •  Zucchero. Una buona parte di zucchero presente nell’uva al momento della vendemmia viene trasformato in alcol durante il processo di fermentazione. Una parte, però, rimane nel vino. Soprattutto glucosio e fruttosio. A seconda della tipologia possono variare da 0 a 250 e più grammi al litro, ossia da 0 al 25%. Negli spumanti la percentuale di zucchero presente nella bottiglia si può desumere da alcune indicazioni in etichetta
  • Vari acidi. Prima tutto facciamo un paio di distinzioni. Alcuni acidi sono propri dell’uva. Altri si formano durante la fermentazione, altri ancora si formano in un secondo momento.
    Quelli presenti nell’uva sono: acido tartarico (circa 6 g/l), acido malico (tra 25 g/l e 1-2 g/l), acido citrico (circa 0.5-1 g/l ma ne è consentita una eventuale aggiunta come stabilizzante).
    Quelli creati durante la fermentazione sono: acido piruvico e acido acetico. Questo ultimo è volatile e tende a diminuire subito dopo l’apertura.
    Dopo la fermentazione alcolica, alcuni vini subiscono la cosiddetta fermentazione malolattica durante la quale parte dell’acido malico viene trasformato in acido lattico, rendendo il vino più morbido e adatto anche a un maggiore invecchiamento. 

Si parla di acidità fissa per definire quella determinata dagli acidi non volatili, che cioè rimangono nel vino anche dopo l’apertura

Questi sono solo gli ingredienti principali del vino. Oltre a questi, però, si trovano tracce di molti altri componenti. Solo per citare i principali: 

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