5 buoni motivi per andare al Vinitaly (anche l’anno prossimo)

Vinitaly

Che ansia il Vinitaly!

Se sei un appassionato di vino non puoi mancare l’appuntamento veronese. Se sei un veronese, vorresti fortemente che per un anno la fiera non si svolgesse. Questione di punti di vista…

I numeri del Vinitaly 2018

Del resto il Vinitaly porta scompiglio. In particolare a una città deliziosa come Verona che vive  – felicemente – buona parte dell’anno in una dimensione provinciale e si trova per una settimana all’anno al centro dell’attenzione del mondo. Migliaia di visitatori provenienti da ogni angolo del globo arrivano nella città di Giulietta e Romeo e occupano ogni spazio disponibile (nel 2018 i buyer esteri accreditati hanno registrato un +6% sul 2017). Allo stesso tempo migliaia di operatori italiani affollano le strade (e i parcheggi) con macchine e furgoni di ogni dimensione. Si parla di circa 128 mila visitatori nel 2018… Un delirio!

E nonostante gli innegabili sforzi dell’organizzazione, la città si paralizza. Traffico in tilt, treni e autobus presi d’assalto.

Ma è il Vinitaly. E meno male che c’è!

5 motivi per andare il Vinitaly (anche l’anno prossimo)

  1. Vinitaly è l’unica occasione dell’anno in cui – davvero – puoi assaggiare praticamente qualunque vino venga prodotto in Italia. Il che non è poco. Anche quest’anno gli espositori sono stati più di 4mila. Un trend di crescita non accenna a rallentare. Ogni anno ci sono più cantine, più vini e dunque più occasioni di trovare il vino giusto per noi (professionista o semplice appassionato)
  2. Viste le dimensioni, possiamo organizzare la nostra visita grazie a un catalogo finalmente completo e perfettamente consultabile anche via cellulare (non sempre all’interno della fiera, dove i collegamenti mobili qualche volta vanno in tilt… quest’anno meno del solito). Il catalogo è disponibile a questo indirizzo: catalogo 2018
  3. Se siamo alla ricerca di vini particolari e di piccole aziende legate al territorio, al Vinitaly ci sono almeno due spazi collettivi da visitare. Quello della Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) e quello denominato ViViT (Vigne Vignaioli Terroir) organizzato in collaborazione con l’associazione Vi.Te (Vignaioli e Territori). Senza nulla togliere alle grandi aziende storiche e ai loro super stand a due piani, è all’interno di queste due aree collettive che ci capita sempre più spesso di assaggiare vini interessanti. Vi si trovano aziende per lo più familiari, a volte neppure troppo piccole, che gestiscono in prima persona tutto il processo di produzione del vino, dalla vigna fino alla vendita.
  4. Altra tappa fondamentale è quella all’interno di VinitalyBio, salone nel salone dedicato al vino biologico certificato, organizzato in collaborazione con Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica). 
  5. Ultimo – ma non per questo meno importante – motivo per visitare i Vinitaly anche nel 2019 è legato al sempre maggior numero di aziende straniere che scelgono di esporre a Verona. Un tempo la fiera di Verona era solo per i vini italiani e se un appassionato (o un professionista) voleva assaggiare un po’ di prodotti stranieri (vini e spirit) doveva rassegnarsi a visitare Viniexpo a Bordeaux o ProWein a Düsseldorf. Oggi le cose sono profondamente cambiate. In questa edizione 2018, per esempio, i paesi esteri rappresentati a Verona sono stati addirittura 36, comprese alcune chicche come i rappresentanti dell’Etiopia o di Santo Domingo. 

Per non sbagliare, iniziate a segnarlo in agenda. L’anno prossimo il Vinitaly si svolgerà dal 7 al 10 aprile

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